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Conti correnti cointestati


Nell'ambito del contratto di conto corrente bancario occorre operare una netta distinzione tra i rapporti interni dei cointestatari e quelli con l'istituto bancario. Gli stessi, infatti, sono disciplinati da norme differenti.

Rapporti tra in correntisti e rapporti con la banca.
Cass. Civ., Sez. II, 19-02-2009, n. 4066.
... in tema di cointestazione di c/c bancari questa Corte ha avuto modo di affermare i seguenti principi: la cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi di conto (articolo 1854 c.c.) sia nei confronti dei terzi, sia nei rapporti interni, fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto, salva la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa (sentenza 8/9/2006 n. 19365); - una presunzione legale "iuris tantum" (quale quella di cui all'articolo 1298 c.c., comma 2), poiché da luogo soltanto all'inversione dell'onere probatorio, può essere superata attraverso presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti (sentenza 1/2/2000 n. 1087); - nel conto corrente bancario cointestato a più persone, con facoltà di compiere operazioni anche separatamente, i rapporti interni tra i correntisti sono regolati non dall'articolo 1854 c.c., che riguarda i rapporti tra i medesimi e la banca, ma dall'articolo 1298 c.c., comma 2, in base al quale il debito od il credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente. Pertanto, ove il saldo attivo del conto cointestato a due coniugi risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto di essi, si deve escludere che l'altro coniuge, nel rapporto interno, possa avanzare diritti sul saldo medesimo (sentenza 9/7/1989 n. 3241) ..."

Tribunale di Bolzano, 20-01-2000.
Alla cessazione del rapporto di convivenza le somme a credito sul conto corrente bancario cointestato devono considerarsi appartenenti in parti uguali a ciascuno dei due conviventi, ciò anche nel caso in cui uno di essi abbia originariamente avuto la proprietà delle somme depositate, mentre l'altra si sia dedicata in via esclusiva alla famiglia di fatto in qualità di casalinga. Le somme risparmiate, infatti, secondo gli usi, devono considerarsi destinate alle spese riguardanti la famiglia. In particolare, la cointestazione del conto corrente anche al partner privo di reddito sarebbe da ricondursi nell'ambito dei doveri di contribuzione analoghi a quelli previsti dall'art. 143 c.c. e quale attribuzione ai sensi del comma 2 dell'art. 770 c.c. ossia quale elargizione in adempimento di un'obbligazione derivante dalla legge o in osservanza di un dovere nascente dalle comuni norme morali e sociali.

Cass. Civ., Sez. I, 18-08-1993, n. 8758.
I rapporti interni tra i correntisti di un conto corrente bancario cointestato, sono disciplinati dall'art. 1298, 2° comma del Codice Civile, e non dall'art. 1854, il quale riguarda i rapporti tra i medesimi e la banca. Pertanto, le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali se non risulta diversamente.

Cass. Civ., Sez. I, 9-07-1989, n. 3241.
I rapporti interni tra i correntisti di un conto corrente bancario cointestato, con facoltà di compiere operazioni anche separatamente, sono disciplinati dall'art. 1298 secondo comma c. c., in base al quale il debito o il credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente, e non dall'art. 1854 c. c., che riguarda solo i rapporti fra i medesimi e la banca. Quindi, se il saldo attivo del conto cointestato discende dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto dei cointestatari, si deve escludere che gli altri possano avanzare diritti sul saldo medesimo.
Presunzione di parità delle quote. Conto provvisorio deposito titoli.
Cass. Civ., Sez. I, 22-10-1994, n. 8718.
Il principio per il quale, nell'ambito dei rapporti tra i cointestatari di un conto corrente bancario con facoltà di compiere operazioni anche separatamente, se non risulta diversamente, le parti di ciascuno si presumono uguali, opera anche per il conto di appoggio, ove viene depositato il denaro per l'acquisto di titoli. Ciò, anche se le somme sono state versate da uno solo dei contestatari o da un terzo a favore di uno solo di essi, salvo che si dimostri che il titolo in base al quale è stato acquisito quel denaro rendeva destinatario esclusivo dello stesso unicamente il soggetto che poi lo ha versato effettivamente sul conto.

Tribunale di Roma, Sez. X, civile, 15-06-2004, n. 18857.
... in caso di conto intestato a più persone, gli intestatari hanno facoltà di compiere operazioni anche separatamente; al riguardo la giurisprudenza della Suprema Corte ha precisato che i rapporti interni tra i correntisti non sono regolati dall'art. 1854 c. c., che concerne i rapporti tra i medesimi e la banca, ma dall'art. 1298 comma 2 c. c., in base al quale le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali se non risulta diversamente (V. Cass. n. 8758/93); tale presunzione di uguaglianza delle quote di ciascuno opera anche in presenza di un conto c. d. provvisorio, caratterizzato dalla immissione nello stesso di denaro cui viene conferita la specifica destinazione dell'acquisto di titoli (v. Cass. n. 8718/94). In particolare, la presunzione de qua opererebbe anche nei casi in cui il denaro fosse versato da uno solo dei cointestatari, salva la dimostrazione che il titolo di acquisizione di quel denaro rendesse destinatario dello stesso, in via esclusiva, il solo contestatario che poi lo ha versato ...
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